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COME
SCEGLIERE UNA TENDA?
1. Numero di posti.
In
funzione del tipo di utilizzo che si intende fare, si privilegerà l’aspetto
abitabilità o l’aspetto ingombro: nel primo caso converrà prevedere un
numero di posti superiore rispetto al numero reale di occupanti, in modo da
riservare parte dello spazio al materiale trasportato; nel secondo caso ci si
atterrà al numero esatto di posti. E’ importante tenere presente la presenza
di eventuali absidi che possono essere molto utili per riporre parte del
materiale ed in particolare quello in grado di produrre umidità (scarpe,
indumenti bagnati,…), in modo che resti al di fuori della camera interna.
2. Forma della tenda
Ad
igloo per avere a disposizione un’ampia abside per ospitare il carico, a
cupola per massimizzare lo spazio interno unitamente alla facilità di
montaggio, a tunnel per resistere maggiormente al vento ed alle intemperie, a
casetta per le lunghe permanenze (tenendo conto della scarsa praticità di
montaggio). La tenda ‘canadese’, oggi non più attuale a causa della scarsa
abitabilità interna e della mancanza di una struttura autoportante (che si
regge in piedi autonomamente), è oggi sostituita dalla più pratica tenda a
cupola.
3. Peso e ingombro
della tenda
Un
criterio di scelta importante è legato al peso ed all’ingombro della tenda
una volta riposta nella propria sacca. Nel caso in cui questi criteri siano
fondamentali, come nel caso di un escursionista, di un cicloturista o di un
motociclista, occorrerà orientarsi verso tende leggere (grazie all’impiego di
materiali come l’alluminio per gli archi, il nylon per il pavimento, o di
forme maggiormente rivolte a ridurre gli ingombri come le cupole e i tunnel) e
compatte (valutare le dimensioni della custodia!), sacrificando eventualmente
l’aspetto degli spazi a disposizione.
4. Materiali
Materiali
ed accorgimenti costruttivi risultano fondamentali nella scelta, soprattutto in
considerazione del luogo e del clima che si incontreranno durante il proprio
viaggio. Per la struttura esterna, i materiali più economici (paleria in fibra
di vetro e pavimento in polietilene) non sono adatti ai climi rigidi per la
fragilità che possono manifestare alle basse temperature e non sono nemmeno in
grado di sopportare forti trazioni come quelle provocate dai venti o dalla neve.
I materiali che permettono un uso più a largo raggio
(paleria in alluminio e pavimento in nylon) oltre ad essere più
resistenti sono anche più leggeri e dunque meglio si adattano ad un impiego
avventuroso. Un particolare a cui serve prestare attenzione è la presenza di nastratura
sulle cuciture, garanzia di una maggiore tenuta all’acqua. Per la camera
interna la scelta normalmente è tra il cotone o il policotone (nylon+cotone) ed
il nylon: il cotone è più traspirante ma anche più pesante e asciuga con
difficoltà; il nylon traspira meno ma è più leggero e ha maggior capacità di
asciugatura; il policotone rappresenta la via di mezzo. E’ importante che
all’interno della tenda circoli sempre aria per evacuare l’umidità prodotta
all’interno della camera dagli occupanti, limitando il più possibile il
fenomeno della condensa (presenza di piccole gocce sulla parte interna della
tenda, causata dalla differenza di temperatura all’interno e all’esterno
della tenda). In questa ottica bisognerà verificare sempre la presenza di prese
d’aria e di zanzariere che facilitano il ricambio dell’aria. In caso
di impiego in luoghi molto caldi, risulta molto utile scegliere un modello con
il doppio ingresso (o doppia
porta) in modo da porre i migliori presupposti per creare aria corrente.
5. Qualità del
montaggio
Le
caratteristiche tecniche di una tenda possono ovviare a diversi inconvenienti
soltanto a patto che la tenda sia montata seguendo alcuni accorgimenti e che si
rispettino alcune semplici regole. Il telo esterno deve sempre essere ben teso
in modo da non formare ‘sacche’ o pance che potrebbero offrire maggior presa
al vento o favorire l’accumulo della pioggia (si raccomanda quindi l’impiego
di tutti i picchetti e dei tiranti, in particolare se la sosta sarà prolungata
o se si prevede una nottata in cattive condizioni atmosferiche). Non devono
esserci punti di contatto tra il telo esterno e la camera interna, in modo da
evitare il trasferimento dentro la tenda dell’umidità trattenuta dal telo.
Tutte le fonti di umidità non devono essere portate dentro la tenda ma lasciate
nelle apposite absidi o all’esterno. Le prese d’aria e la porta della tenda
devono essere lasciate aperte, soprattutto di sera quando la temperatura esterna
si abbassa. Infine, per mantenere il più possibile integre nel tempo le
caratteristiche della tenda, non ripiegatela quando è ancora umida e, se ciò
non fosse possibile, ricordatevi di riaprirla successivamente perché si possa
asciugare completamente. Ciò eviterà la formazione di muffe e umidità in
grado di danneggiare i materiali.
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COME
SCEGLIERE UNA SCARPA?
La
scelta di una scarpa da deve partire dal tipo di utilizzo che se ne intende fare
ed in particolare dal tipo di percorso che si dovrà affrontare. E’ inoltre
necessario distinguere tra scarpe da trekking e scarpe outdoor:
Partendo
dall’utilizzo, occorrerà valutare la lunghezza dell’escursione (una
giornata o più giorni), la quota che si intenderà raggiungere e la difficoltà
del percorso, un possibile impiego anche invernale. In funzione della lunghezza
dell’escursione bisognerà tener presente la possibilità di mutevoli
condizioni climatiche e quindi occorrerà privilegiare modelli impermeabili.
Per
quanto concerne la quota, occorre tener presente che al suo aumentare
corrispondono terreni maggiormente rocciosi e difficoltosi che privilegeranno la
scelta di scarpe con suola più rigida e maggiormente protettive. Infine
l’utilizzo dello scarponcino anche come doposci in inverno o per brevi gite
sulla neve obbliga nuovamente alla scelta di una scarpa impermeabile.
Passando
al tipo di percorso prevalente occorre notare che la rigidità della suola
influisce molto sulla camminata facilitandola o rendendola particolarmente
faticosa. Più il terreno diventa accidentato (roccia, ghiaioni, forti pendenze)
più la suola dovrà essere rigida ed ammortizzata e viceversa nel caso di
terreni poco accidentati (sentieri, sterrate, lievi pendenze). Anche la forma
della tomaia è un elemento importante: scarpe alte per percorsi misti dove è
possibile incontrare fitta boscaglia, erba alta, torrenti e roccia e scarpe
basse per brevi escursioni su sentieri tracciati e poco pendenti o per
avvicinamento (per esempio al punto di attacco di una ferrata o di una
arrampicata). Altri elementi da considerare sono la presenza di bordi gommati
rigidi e di un puntale rinforzato che contribuisce ad irrigidire la scarpa ed a
proteggere maggiormente il piede dagli urti, la presenza di suole ammortizzate
(suole in gomma bidensità o con inserti ammortizzanti riconoscibili
dall’esterno) per attutire gli urti e rendere più confortevole la camminata,
la presenza infine di suole con battistrada in gomma ben scolpito. Anche altri
piccoli dettagli possono risultare utili come la parte posteriore della tomaia
“scavata” per facilitare la camminata in piano e in discesa e i ganci
autobloccanti che permettono un’allacciatura differente sul collo e sul dorso
del piede.
Occorre
notare come le scarpe siano normalmente divise in due gruppi contrapposti:
In
questo raggruppamento possiamo comprendere sostanzialmente le classiche pedule
adatte a percorsi misti, lunghe camminate e roccia (a seconda dei modelli).
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Queste
scarpe sono molto più leggere ed ammortizzate, marginalmente idonee ai
tradizionali percorsi di montagna ma più sfruttabili in generale all’aria
aperta per brevi percorsi a bassa quota, o tempo libero a contatto con la
natura.
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